La stagione influenzale, caratterizzata dalla diffusione della variante K del virus influenzale A, sta determinando un netto aumento dei contagi. Attualmente milioni di persone sono state contagiate e, oltre ai sintomi tipici dell’influenza (come febbre elevata, tosse, dolori muscolari e mal di gola) molti pazienti stanno manifestando anche disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale, tra cui nausea, vomito e diarrea.

A segnalare questa tendenza è l’infettivologo Matteo Bassetti, secondo cui l’influenza di quest’anno presenta frequentemente un coinvolgimento intestinale, come dimostrano i numerosi casi osservati negli ospedali italiani. La presenza di questi sintomi può rendere più complessa l’identificazione immediata della malattia, soprattutto nei soggetti più vulnerabili come bambini e anziani. Gli specialisti sottolineano che, nonostante il quadro clinico più articolato, le indicazioni per affrontare l’influenza restano sostanzialmente invariate: riposo, adeguata idratazione, farmaci per il controllo della febbre e dei dolori e vaccinazione per le persone a rischio.

I medici ricordano inoltre che nello stesso periodo stanno circolando anche altri virus, come norovirus ed enterovirus, in grado di provocare sintomi gastrointestinali simili, rendendo più difficile distinguere le diverse infezioni. Secondo virologi come Fabrizio Pregliasco, pur in presenza di un numero crescente di casi legati alla variante K, la severità dell’influenza non risulta superiore a quella delle stagioni precedenti. Il picco epidemico è atteso nelle prossime settimane, in concomitanza con la ripresa delle attività scolastiche e la fine delle festività.