La variante K del virus A H3N, che domina la stagione influenzale in corso, sta colpendo duro gli italiani, trasformandosi in diversi casi in polmoniti pesanti, che investono sempre più i giovani. “L'epidemia è in crescita in tutta Italia e il picco è atteso nelle prossime settimane, entro la prima metà di gennaio”, conferma l'epidemiologo Giovanni Rezza, professore di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, già direttore generale Prevenzione del ministero della Salute e direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. A tale proposito l’esperto ricorda che “la vaccinazione anti-influenzale va somministrata ai fragili all'inizio della stagione epidemica”, ma precisa pure che “anche vaccinarsi ora può essere utile in vista della coda successiva al picco”.

Influenza: 820mila italiani a letto, ma i casi sono in calo

Crescono le polmoniti tra i giovani

Il dato che impensierisce gli esperti è questo: a fine dicembre il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità ha registrato oltre 816mila casi di sindromi respiratorie acute, quasi 100mila in più rispetto alla settimana precedente. E oltre il 40% delle infezioni sono riconducibili a virus influenzali. Tra questi, in più della metà dei casi si tratta del nuovo ceppo K del virus A/H3N2, ormai dominante.