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19 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:31

Continua a crescere la curva delle sindromi respiratorie acute, definizione all’interno della quale ricade l’influenza stagionale. Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, appena pubblicato, l’incidenza totale, nella settimana dall’8 al 14 dicembre, è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti (vs 12,4 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi. A preoccupare è l’aumento delle polmoniti, segnalato dal virologo Matteo Bassetti. Il virus di quest’anno non è solo più numeroso in termini di casi, ma appare più aggressivo, con sintomi che durano più a lungo (fino a 8-9 giorni) e un caratteristico andamento bifasico: un primo picco di febbre alta (39-40°C), un breve miglioramento e poi il ritorno della febbre forte. È proprio questo il segnale che il virus sta colpendo duro, puntando dritto ai polmoni.

“Che l’influenza sia una malattia grave è ben noto”, spiega Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive e direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia della Federico II. “Le stime ci consegnano il dato di circa mezzo milione di morti nel mondo ogni anno per le sue complicanze, concentrate soprattutto nelle persone a rischio: over 65 o soggetti con malattie croniche”, aggiunge. Ma quest’anno, a causa della variante K, che risulta essere prevalente nell’ultimo rapporto RespiVirNet, si teme una maggiore aggressività. “È un tipo di virus che ha circolata meno negli anni precedenti”, spiega Gentile. “Per cui c’è meno copertura e meno immunità di popolazione. La popolazione – continua – è più vulnerabile e i casi non sono solo di più, ma sono più concentrati temporalmente. Anche se non è dimostrata una maggiore severità nel singolo, se il denominatore aumenta (cioè se ci sono molti più malati), aumenteranno inevitabilmente anche i casi gravi, le ospedalizzazioni e i decessi.