ISTANBUL – Piccolo sospiro di sollievo, in tanto orrore: stavolta l’Italia non ha pagato con il sangue e con la vita dei suoi giovani, nell’ennesima strage di terrorismo, ma è andata di lusso. «Ci siamo salvati buttandoci a terra e schivando i colpi, con il killer che sparava a bruciapelo».

Crans Montana, disperso diciassettenne genovese. Appello per le ricerche

01 Gennaio 2026

Cinque ragazzi italiani che lavorano a Istanbul — tre modenesi, un palermitano e una bresciana — lo hanno raccontato ieri alla televisione locale Trc Telemodena. Per tutto il giorno, ieri, gli uffici del consolato italiano a Istanbul erano rimasti aperti con la paura di dover piangere un nuovo lutto dopo quello di Fabrizia Di Lorenzo, uccisa a Berlino nel mercatino di Natale.

Ma per fortuna non sono arrivate segnalazioni, e ieri sera restavano solo alcune vittime senza nome e senza documenti. Nemmeno tra i feriti risultano italiani. E anche loro, i cinque testimoni, hanno preferito evitare di segnalare la loro avventura all’ambasciata. Niente nomi, hanno spiegato alla tv locale i tre modenesi, per evitare guai con le autorità di un paese che è diventato troppo difficile, dopo il golpe fallito e la restaurazione di Erdogan.