Suggerisce il saggio: meglio tacere e sembrare stupidi, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio. Nel caso di Elly Schlein e Giuseppe Conte, se alla parola “stupidi” si sostituisce quella di “ipocriti”, il detto funziona ancora meglio. La leader del Pd e quello di M5S sembravano aver trovato finalmente qualcosa su cui andare d’accordo. Sull’arresto del presidente dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, sospettato di utilizzare le sue associazioni di beneficenza per finanziare i terroristi di Hamas, i due eterni duellanti del campo largo avevano capito che il silenzio è d’oro. Infatti in quattro giorni, dal 27 dicembre a oggi, non avevano proferito verbo in merito. Poi ieri, in serata, l’ex avvocato del popolo ha ceduto: «Il centrodestra cerca di infangarci. Ci accusano di essere complici dei terroristi, mentre noi siamo sempre contro».
Al lettore ora decidere se pare più stupido, o ipocrita, chi tace o chi alla fine ha scelto di togliere ogni dubbio. Quel che è certo, è che anche nella gestione della patata bollente dei soldi italiani ad Hamas, i due bastioni del campo largo sono su posizioni differenti. Lei e lui, gli inconciliabili, anche quando sembrano scegliere la medesima via, basta avere pazienza qualche giorno e si capisce che muovono sempre separati. Si possono capire le ragioni dell’ammutolita, visto che a sinistra, chiunque ha parlato in proposito, è precipitato nel giustificazionismo patetico o nell’avventurismo grottesco. Però continuare a voltarsi dall’altra parte, ignorando la notizia della settimana e sforzandosi di discettare d’altro, finisce per costringere Elly nella parte di chi ignora la trave conficcata nel proprio occhio e analizza nel dettaglio la pagliuzza in quello altrui. Un leader si giudica anche da questi fondamentali: saper trovare parole acconce su argomenti potenzialmente imbarazzanti. Meglio allora Conte, che si difende con la stantia tattica dell’attacco, benché alquanto tardivo?






