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1 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:08

Il calcio italiano anche nel 2025 è stato luci (poche) e ombre (tante, troppe). Ai numeri economici che certificano un contributo di 12,5 miliardi al PIL e alla produzione di 7 mld di ricavi – ma i club continuano a essere profondamente indebitati -, si contrappongono risultati sportivi modesti e in alcuni casi sconfortanti. Il ko dell’Inter (0-5) nella finale Champions contro il PSG è una sconfitta record, ma ancora peggio se guardiamo la nazionale, costretta ad affrontare per la terza volta di fila i playoff mondiali. Ci è andata male due volte, toccare ferro è d’obbligo. Al netto della forza della Norvegia, che nelle due sfide ci ha rifilato sette gol, l’Italia appare squadra vulnerabile e fragile sul piano emotivo. Siamo l’unica delle grandi che non ha conquistato il ticket per il mondiale: il nostro calcio non era mai caduto così in basso. Velo pietoso sui dirigenti: la farsa di Milan-Como a Perth, poi saltata, è lo specchio del sistema.

Il Napoli di Antonio Conte ha conquistato il quarto scudetto della sua storia, il secondo in tre stagioni. Il successo nella Supercoppa italiana ha chiuso in bellezza il 2025: Aurelio De Laurentiis non è il massimo della simpatia, ma ci sa fare.