Caricamento player
Il 30 dicembre di cinque anni fa il parlamento argentino approvò la legge che legalizzava l’interruzione volontaria di gravidanza. Il diritto all’aborto fu una conquista ottenuta dopo oltre 15 anni di attivismo, mobilitazione e campagne: nei primi quattro anni (dal 2021 al 2024) oltre 314mila donne hanno avuto accesso a un’interruzione di gravidanza sicura e gratuita. Dal 2023 l’attuazione della legge è diventata più complicata a causa delle politiche antiabortiste del presidente conservatore Javier Milei, che si è espresso ripetutamente contro l’aborto, definendolo un «omicidio aggravato dai vincoli familiari». Il governo di Milei ha ridotto i fondi ed eliminato politiche sociali legate alla salute sessuale, rendendo l’accesso all’aborto più complesso per migliaia di donne argentine.
Nel 2020 l’Argentina fu il quarto paese dell’America Latina a legalizzare l’interruzione di gravidanza, dopo Cuba, Uruguay, Guyana e anche alcuni stati del Messico: il successo della campagna a favore della legalizzazione, di cui i fazzoletti verdi divennero il simbolo, ispirò in seguito leggi simili in Colombia e in Messico (a livello nazionale) in un continente in cui le leggi sono di solito molto restrittive.






