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Nello Stretto prova muscolare di Pechino, con esercitazioni e lancio di razzi. La "Finestra Davidson" prevede la conquista con la forza da parte dell'esercito

La tensione nello stretto di Taiwan si innalza giorno dopo giorno e agita il mondo. Anzitutto, il 27 dicembre un terremoto ha colpito le acque a Nord dell'isola. I tecnici del leader mondiale della produzione dei semiconduttori, TSMC, hanno dovuto fermare i loro processi produttivi. Si sono adoperati, come sempre a tempo record, per ricalibrare e controllare le macchine più costose del pianeta, che permettono il funzionamento della nostra vita digitale e la vorticosa crescita dell'intelligenza artificiale. Alcune ore dopo la scossa, i manutentori hanno dato la luce verde e le macchine hanno ripreso a funzionare.

Pochi giorni dopo, l'Esercito Popolare di Liberazione ha avviato un'esercitazione attorno all'isola, con obiettivi più profondi delle solite incursioni aeree. Le strutture militari cinesi hanno circondato Taiwan in una simulazione del blocco dei suoi accessi e porti vitali. Le operazioni, denominate "Missione giustizia 2025", hanno coinvolto truppe, navi da guerra, jet da combattimento e tecnologie all'avanguardia come robot umanoidi e cani robotici armati, e hanno causato la cancellazione di numerosi voli internazionali ed interni. E l'altra notte la Cina ha lanciato dei razzi nello Stretto di Taiwan, osservati dai giornalisti presenti a Pingtan, l'isola cinese più vicina alla terraferma di Taiwan, e ha così alzato ulteriormente il livello di tensione.