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Verso il summit Trump-Xi, colpire l'isola può infastidire Pechino ma anche favorirla, spostando il fulcro del mercato

L'attacco statunitense alle installazioni militari di Kharg rappresenta un passaggio di soglia nel confronto con l'Iran. L'isola di Kharg è il cuore dell'export petrolifero iraniano, la fonte primaria delle entrate in valuta del regime: colpirla significa incidere direttamente sulla base finanziaria che sostiene l'apparato statale e militare di Teheran.

Donald Trump ha rivendicato la scelta di non distruggere gli impianti per decenza, riservandosi però di riconsiderare tale decisione in caso di perduranti interferenze iraniane nello Stretto di Hormuz. Il messaggio è duplice: moderazione apparente, ma minaccia esplicita. Lasciare intatte le infrastrutture consente poi di evitare uno choc immediato sui mercati energetici e, al tempo stesso, di preservare un asset utilizzabile come leva negoziale.