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Il tycoon ha sconfessato diverse politiche anti-cinesi adottate nel corso del suo primo mandato e adesso cerca un rapporto tra pari con Pechino
Non è ancora cominciato ma molti commentatori prevedono che il vertice, atteso nei prossimo due giorni, tra Donald Trump e Xi Jinping, si concluderà con una vittoria strategica da parte del presidente cinese. Solo per citare una delle tante analisi pubblicate nelle ultime ore, il Guardian ritiene infatti che il leader degli Stati Uniti, un uomo che ama vantarsi di avere tutte le carte in mano, potrebbe trovarsi seriamente a corto di assi quando si siederà al tavolo con Xi. Tale considerazione e altre dello stesso tenore non tengono conto di alcune importanti ombre che interessano il gigante asiatico ma, di fatto, trovano diverse conferme sia da un’analisi più approfondita della pozione del Paese erede del Celeste Impero sia (ed è questa la cosa più sorprendente) nella linea pubblica adottata dal tycoon nei confronti della nazione che da anni sfida nel mondo l’egemonia americana. O quel che ne resta.






