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Nuove armi per contenere eventuali attacchi di Pechino: ecco la strategia che stanno adottando i principali partner degli Stati Uniti nella regione

Una grande barriera di missili per circondare la Cina, o quanto meno mettergli apprensione data la sua postura sempre più risoluta nei mari dell'Asia-Pacifico. È questa la strategia che stanno adottando i principali partner degli Stati Uniti nella regione, in testa a tutti Giappone, seguito da Taiwan e, in parte, Filippine. Da mesi gli Usa sono infatti impegnati a vendere, cedere, spostare armi sempre più potenti in un'area sempre più strategica tanto per l'amministrazione statunitense quanto per Pechino. Ecco, dunque, che a queste latitudini sta silenziosamente prendendo forma una muraglia militare americana sotto forma di missili che si aggiunge alle due cosiddette catene di isole.

Il ministero della Difesa del Giappone, per esempio, ha annunciato che l'impiego del missile terra-nave Type 12 potenziato verrà accelerato e che le prime unità terrestri saranno dislocate a Kumamoto entro la fine dell'anno fiscale. Il sistema è progettato per estendere la portata d'attacco di Tokyo, con il nuovo jolly che dovrebbe raggiungere una gittata di circa 1.000 chilometri, rispetto alle attuali poche centinaia di chilometri. Il ministro della Difesa, Generale Nakatani, ha sottolineato il valore deterrente del programma. "Sarà possibile ridurre la possibilità di un attacco armato contro il Giappone", ha dichiarato l'alto funzionario nipponico.