Si infiamma la protesta in Iran.

Gli studenti di diverse università, da Teheran a Isfahan, sono scesi in piazza per protestare contro il deterioramento della situazione economica nel Paese, unendo la loro voce a quella dei commerciati che da tre giorni contestano la precarità della vita in una società strangolata da carovita, inflazione galoppante e perdita verticale del potere d'acquisto della moneta locale oramai al minimo storico sul dollaro.

Un video che mostra una persona seduta in mezzo a una strada di Teheran che affronta i poliziotti in moto durante il movimento di protesta che scuote l'Iran è stato ampiamente condiviso sui social media, e alcuni lo hanno visto come il simbolo di un "momento Tienanmen". Seduta a gambe incrociate, la persona rimane impassibile, con la testa china, prima di coprirsi la testa con la giacca mentre una folla alle sue spalle scappa via dalle nuvole di gas lacrimogeni. Di fronte a loro, più di venti poliziotti in moto con il casco, tutti vestiti di ner

Le mobilitazioni hanno coinvolto gli atenei più prestigiosi dell'Iran e sono state confermate anche dalla agenzia Ilna, legata al movimento operaio iraniano. Era dal 2022 che in Iran non si vedevano proteste di tali dimensioni. Da quando Mahsa Jina Amini, una studentessa ventiduenne arrestata per aver indossato l'hijab in modo scorretto, morì mentre era sotto custodia della polizia. Una morte che scatenò tumulti in tutto il Paese. Il regime ha teso una mano a chi protesta: il presidente Massoud Pezeshkian ha chiesto al ministro degli Interni di ascoltare le "richieste legittime" dei manifestanti e di avviare con loro un dialogo "affinché il governo possa fare tutto il possibile per risolvere i problemi e agire responsabilmente". Le parole del presidente Pezeshkian sono rivolte ovviamente ai negozianti, categoria che ebbe un ruolo cruciale nella rivoluzione islamica del 1979. Al centro delle loro proteste c'è la disastrosa situazione economica in cui vive la gente, schiacciata da diversi fattori. Da un lato, l'elevata inflazione, oramai al 42,2 per cento annuale e avvitata nella spirale dell'iperinflazione.