Roma, 30 dic. (askanews) – Con la pubblicazione del decreto interministeriale Mef-Masaf si completa il quadro normativo che consente anche ai produttori italiani di realizzare vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Un passaggio atteso dal settore, che apre nuove prospettive industriali e di mercato per il comparto vitivinicolo nazionale, e in particolare per il sistema cooperativo.

“Le cantine cooperative hanno da tempo iniziato a guardare con attenzione crescente verso i dealcolati, attente come sono ai cambiamenti normativi e alle dinamiche di mercato che richiedono strategie innovative per garantire una crescita sostenibile e competitiva”, commenta Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare sottolineando “la positività del completamento dell’iter normativo con tutti i tasselli necessari per produrre anche in Italia”.

Il decreto consente ora di intercettare un segmento in forte crescita a livello globale. Il mercato mondiale dei vini dealcolati e low alcol vale già oltre 2,4 miliardi di dollari e si prevede raggiungerà i 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’8%. Registra tassi di sviluppo a doppia cifra, trainato da nuovi stili di vita e da una domanda sempre più orientata a prodotti a basso contenuto alcolico. Questo soprattutto sui mercati esteri. “Si tratta di una pluralità di mercati del vino – osserva Maretti – che rispondono a esigenze diverse dei consumatori. Questo segmento andrà a coprire una nuova necessità e il made in Italy potrà dire la sua anche nel confronto internazionale”.