Caricamento player
Le reazioni spaventate degli animali domestici sono uno degli argomenti più utilizzati per disincentivare la tradizione dei botti di Capodanno. Che siano per loro stimoli stressanti è chiaro a chiunque si sia mai trovato a osservare i loro comportamenti in queste circostanze. Spesso scappano cercando riparo, storditi e confusi sull’origine dei rumori. Alcuni cani abbaiano o guaiscono, e alcuni gatti indietreggiano e diventano aggressivi se avvicinati dai loro padroni che cercano di tranquillizzarli.
La popolazione che possiede almeno un cane o un gatto è in aumento da anni, ma a questa tendenza non sembra corrisponderne una parallela nella popolazione generale a rinunciare ai botti, anzi. In Italia, uno dei paesi in cui questa tradizione è più presente, botti e fuochi d’artificio a Capodanno 2025 provocarono il ferimento di 309 persone: il numero più alto in dieci anni. Ma il problema degli effetti sugli animali interessa anche altri paesi, inclusi gli Stati Uniti, dove è tradizione sparare fuochi d’artificio nel Giorno dell’indipendenza, il 4 luglio.
Diversi studi e ricerche recenti confermano che il rumore delle esplosioni dei fuochi d’artificio può essere in effetti una fonte notevole di stress comportamentale e fisiologico per gli animali. Per uno studio pubblicato nel 2020 un gruppo di ricerca della facoltà di veterinaria dell’Università di Berna, in Svizzera, analizzò i filmati di 36 cani domestici di varie razze ed età, ripresi dai loro proprietari nella notte di Capodanno e in una serata diversa, seguendo le indicazioni dei ricercatori.











