Nelle trecento pagine di ordinanza con le quali il gip di Genova ha autorizzato l’arresto di nove persone per finanziamento ai terroristi di Hamas, gli elementi di prova citati con la sigla Avi sono 98. Quelle tre lettere nascondono in realtà una persona.
“Mister Avi” è l’agente segreto che ha composto il dossier su cui si basa, in buona parte, l’inchiesta della procura di Genova sulla Abspp, Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese presieduta da Mohammad Hannoun, 63 anni, architetto in carcere dal 27 dicembre.
Nelle carte dell’indagine si trova una nota del primo di aprile 2025 con la quale un funzionario della polizia israeliana, Aya Kammusevich, certifica di «conoscere Avi, i cui dati personali devono restare anonimi, che ricopre il ruolo di capo della divisione ricerca e valutazione nella Nbctf ovvero l’Agenzia Nazionale per il Contrasto al Finanziamento del Terrorismo (National Bureau for Counter Terror Financing) di Israele» segue una descrizione dei supporti informatici consegnati che sono un’autentica e accurata copia «dei materiali originali del campo di battaglia… condivisi con le autorità italiane come “informazioni spontanee”» e più avanti «nessuna modifica è stata apportata ad eccezione dell’oscuramento di alcune parti la cui divulgazione potrebbe danneggiare lo Stato di Israele».














