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29 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:25

Dopo ogni ricostruzione, la squadra texana sembra sempre sprofondare nel baratro. Ma si riprende subito. E si riprende di solito molto bene. Certo, ci vuole anche tanta fortuna per poter scegliere per primi l’anno in cui è disponibile una “guardia” francese di 2.26. Però ci vuole anche bravura a scegliere Stephon Castle alla quarta posizione in un draft povero come quello del 2024. Così come Vassell alla undici nel 2020. La verità è che San Antonio è una franchigia solida, ben gestita, con regole chiare e un’eredità da difendere sentita e rispettata da tutti (non solo uno slogan che riecheggia nel campo di allenamento…). La squadra di oggi ha di recente battuto per ben tre volte i campioni in carica di Oklahoma City (l’ultima volta il giorno di Natale). Ah, i Thunder in tutto hanno perso finora appena quattro gare. San Antonio è una squadra vera, costruita bene, con gente che si incastra alla perfezione e che sembra giocare gli uni per gli altri. Sono la quinta squadra della NBA per efficienza sia offensiva che difensiva. È qualcosa che ti fa diventare una contender. Non è roba da poco. Ma andiamoci piano, è presto e siamo ancora a dicembre. Tutti giovani, tutti atletici, tutti messi bene fisicamente, tutti (o quasi…) che sanno cosa fare con la palla in mano. Di Victor Wembanyama si è già detto tanto. Gli stanno centellinando il minutaggio, per preservarlo quando conterà di più. Rimane qualcosa che solo dieci anni fa era inimmaginabile su un campo da basket. Stephon Castle è arcigno difensore, capace di gestire la palla e di prendere spesso buone decisioni in penetra e scarica. Certo, vedergli mettere un tiro da fuori è fatto più unico che raro, ma può migliorare. Dylan Harper palla in mano sembra già un veterano, anche lui è a “un tiro da tre” dallo status potenziale di “All Star perenne”. Poi c’è Fox che non è più un pischello, ma sa fare canestro come pochi (21 punti di media). Harrison Barnes, veterano di mille battaglie ai Warriors, che si è riciclato in un tiratore da 40% da oltre l’arco. Pure Luke Kornet, mai stata una cima, sembra aver qualcosa da dire come centro di back up. Risultato? Sono secondi a Ovest. Spettacolari.