Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Medico dell'Umberto I nei guai per avere violato il credo religioso della paziente, testimone di Geova

Si può finire nei guai per un intervento chirurgico concluso con successo? È ciò che rischia un medico del Policlinico Umberto I di Roma, reo di aver operato una paziente violando la sua espressa volontà di non procedere a trasfusione anche in caso di estrema urgenza. Una conditio sine qua non dettata dal credo religioso della donna, testimone di Geova.

La vicenda risale al 18 dicembre scorso, quando il chirurgo si rivolge alla Procura di Roma. Al pm di turno esterno Saverio Francesco Musolino il medico spiega di aver operato pochi giorni prima una signora che pesava oltre cento chili alla quale ha impiantato un by pass gastrico. Dopo l'intervento, riuscito e con la paziente in buona salute, è tuttavia sorta una complicazione che richiede un ulteriore intervento per il quale sarà quasi sicuramente necessaria una trasfusione di plasma. Davanti però c'è un ostacolo che tocca questioni etiche e di diritto quali la libera scelta del paziente. La donna ha infatti messo per iscritto che non vuole essere sottoposta ad alcuna trasfusione, anche in caso di pericolo di vita. Le opzioni illustrate al medico dal pm sono diverse, ma la Costituzione garantisce la tutela della vita. In sostanza, via libera. Così il chirurgo decide di procedere alla seconda operazione e di ricorrere ad una trasfusione, che contribuisce alla buona riuscita dell'intervento.