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In primo grado inflitti dieci anni al medico di guardia di Milano 42enne che non si scusò mai con le vittime. In appello la pena quasi dimezzata

Tutte donne giovanissime. Arrivavano in guardia medica per piccoli disturbi - influenza, febbre, mal di testa - oppure per situazioni più serie, e si ritrovavano addosso le mani del medico. "Pietrificate" di fronte alla violenza, come è stato ricostruito nell'inchiesta della pm Alessia Menegazzo, hanno deciso di farsi avanti e denunciare. In tutto erano nove, e tra queste la vittima più giovane aveva appena 19 anni. Per loro in tribunale a Milano è arrivata una doccia fredda: il medico di guardia 42enne si è visto ridurre drasticamente la pena, passando dai 10 anni inflitti in primo grado, a 6 anni e sei mesi di carcere a cui è stato condannato in appello a Milano.

Le parti civili - le donne che hanno subito gli abusi e Ats - erano assistite, tra gli altri, dagli avvocati Patrizio Nicolò e Laura Panciroli. Non è ancora chiaro che cosa abbia spinto il collegio della prima penale della Corte d'Appello di Milano a riformare la sentenza seppur parzialmente, bisognerà aspettare sessanta giorni per le motivazioni. Potrebbe essere stata la concessione delle attenuanti generiche, o più probabilmente, come è trapelato, una rimodulazione della pena base che ha portato a un ricalcolo della condanna. Le vittime - che si erano rivolte agli ambulatori di Milano, San Giuliano Milanese e San Donato - non hanno mai ricevuto, in questi anni, neanche una parola di scuse dal dottore e nemmeno risarcimenti extragiudiziali.