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Accusato da tre pazienti di molestie durante le visite. Lui: "Contento e amareggiato"

Era stato accusato da diverse pazienti di violenza sessuale durante le visite ginecologiche. Ma per Silvio Viale, ginecologo di 68 anni e politico radicale di lungo corso a Torino, è arrivata ieri l'assoluzione perché «il fatto non costituisce reato».

A far partire l'inchiesta nel dicembre 2023 era stata la denuncia di una paziente, alla quale se ne aggiunsero altre cinque. Alla fine i pm si ritrovarono a indagare su dieci vicende, per sei delle quali chiesero direttamente l'archiviazione (quattro donne si sono opposte). Al processo hanno proposto la condanna a un anno e quattro mesi per tre casi, ritirando l'accusa per il quarto. Tutte le pazienti avevano parlato di condotte inopportune e addirittura moleste durante le visite nel suo studio: battute, apprezzamenti, sguardi ma anche atteggiamenti off limits e carezze che esulerebbero dal contesto medico. «In alcuni casi - spiega l'avvocato Cosimo Palumbo, che nel corso del processo ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione sulla materia - le condotte imputate a Viale erano delle azioni inevitabili nel corso di una visita ginecologica. In altri si trattava di comportamenti che non avevano connotazioni sessuali e, comunque, nessuna delle caratteristiche che integrano il reato di violenza».