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La storia di Cristina, vittima di un reperto arrivato troppo tardi

Giorgio Tranchida non si dà pace. Sua moglie Maria Cristina è morta a 56 anni "per colpa dei ritardi nelle cartelle cliniche, tali da dare al cancro un vantaggio non più recuperabile". La donna di Mazara del Vallo, docente di italiano, aveva subìto un'isterectomia e l'esame istologico era stato chiesto nel dicembre 2023. É arrivato otto mesi dopo, quando le metastasi erano ormai ovunque. "Pensavamo non ci comunicassero l'esito della biopsia perché andava tutto bene" spiega il marito. Sul caso la Procura di Trapani ha aperto un'inchiesta e indagato 10 medici.

In Italia, così come in altri Paesi, per ricevere una prestazione sanitaria i tempi di attesa possono essere molto lunghi, a seconda della regione e dell'esame da fare. Nel 2024, il 6,8% degli italiani ha riferito di aver rinunciato a visite diagnostiche o esami specialistici di cui aveva bisogno a causa delle lunghe liste di attesa: 150 giorni per un elettrocardiogramma, 120 per una mammografia. Secondo i dati pubblicati sul sito del Ministero che da questa estate monitora le attese, le code per gli esami medici non urgenti sono sempre più lunghe: da gennaio a maggio di quest'anno sono stati prenotati 9,5 milioni di visite mediche e 13,2 milioni di esami. Meno della metà degli appuntamenti proposti, però, è risultata compatibile con i tempi massimi previsti e con le priorità ed esigenze dei pazienti.