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Per i medici "condizioni incompatibili". Il destino di Domenico è segnato dopo 60 giorni attaccato ai macchinari. Il cuore a uno dei due bimbi in lista d’attesa
C'è qualcosa di più amaro dell'illusione delusa? Martedì notte nel lieto fine ci abbiamo creduto tutti per qualche ora, dopo l'annuncio dato dal Centro nazionale trapianti: c'è un cuore per il piccolo Domenico. Invece, quella che speravamo fosse la "seconda chance" per il bimbo di 2 anni ricoverato all'ospedale Monaldi, si è trasformata in una sua "condanna".
"Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto" è la conclusione a cui è giunto il maxi consulto di ieri mattina tra i luminari provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. Tutti d'accordo i medici del pool: Lorenzo Galletti e Rachele Adorisio, dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, Giuseppe Toscano (ospedale di Padova), Amedeo Terzi (ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo) e Carlo Pace Napoleone (ospedale Regina Margherita di Torino). "Si è trattato di un confronto collegiale che ha consentito una valutazione quanto più completa e ampia possibile" spiega l'azienda ospedaliera dei Colli, a cui il Monaldi fa capo.







