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Allerta massima per la protesta degli antagonisti a Torino I pro Pal: "Il blitz su Hannoun? Operazione repressiva"
Le braci dell'antagonismo militante bruciano in questo fine dicembre tra la chiusura del centro sociale Askatasuna nei giorni immediatamente precedenti il Natale e lo smantellamento di quella che gli investigatori hanno definito "cellula italiana dell'organizzazione Hamas". Mohammad Hannoun, ora in carcere con altre 8 persone perché considerato parte fondamentale di quella cellula, è stato per due anni a capo delle manifestazioni pro Palestina di Milano e quando è stato destinatario di fogli di via dal capoluogo lombardo si è messo alla testa dei cortei in altre città. Ha stretto contatti e rapporti con le "realtà satellite" rispetto a quelle palestinesi, che compongono la galassia dell'antagonismo militante e spaziano dai movimenti anarchici ai centri sociali, passando per i collettivi studenteschi.
E quindi ecco che ora il sequestro della palazzina di Torino che per 29 anni è stata occupata illegalmente da Askatasuna e l'arresto di Hannoun sembrano fondersi in una stessa lotta, che per questi gruppi si riassume con un unico concetto: Ondata repressiva (targata Piantedosi) contro le lotte e la solidarietà per la Palestina in Italia". È così che la definisce "Radio Onda d'Urto", che nei giorni scorsi aveva già dato voce agli esponenti del centro sociale sequestrato e a chi ha teorizzato la trasformazione del quartiere torinese di Vanchiglia in una nuova Val di Susa.






