Non c'è sentimento che tenga, non c'è "pausa di Natale": la famiglia nel bosco ha trascorso insieme appena 2 ore e mezza alla mattina, senza pranzo del 25 dicembre alla stessa tavola. Nessun parzialissimo lieto fine per le feste, nessuna tregua. Le autorità giudiziarie avevano negato il ricongiungimento a Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e i loro tre figli.

I piccoli,in seguito alla sentenza del Tribunale dei minori di L'Aquila che ha revocato la responsabilità genitoriale a mamma e papà che avevano scelto di crescere i figli in condizioni "pre-moderne" in una casa colonica nei boschi di Chieti, senza adeguata assistenza medica, privandoli della socialità dei coetanei e crescendoli con istruzione parentale giudicata non adeguata agli standard concessi dalla legge, sono stati sistemati da settimane in una casa famiglia di Vasto, sempre in Abruzzo, dove possono trascorrere più ore al giorno con la madre.

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La vigilia è una corsa contro il tempo e contro le parole. Perché ora, sulla “famiglia del bosco&rdq...

Il padre, invece, è rimasto nella sua casa, dividendosi tra l'abitazione e un casolare messo a disposizione da un ristoratore abruzzese per concedergli di eseguire i lavori necessari. Nathan, che fino a qui ha potuto trascorrere solo un'ora al giorno con i figli, la mattina di Natale ha goduto di una "concessione": è entrato nella struttura per due ore e mezzo, dalle 10 alle 12.30. Niente pranzo insieme, però: se n'è dovuto andare via prima per non contravvenire al regolamento interno della casa famiglia.