A San Silvestro così come a Natale, la famiglia del bosco resta divisa. Le feste scorrono uguali, scandite da orari di visita e decisioni prese altrove. Giovedì primo gennaio Nathan potrà incontrare i tre figli di 6 e 8 anni nella casa famiglia di Vasto che li ospita insieme alla madre Catherine. Un incontro previsto, limitato nel tempo, vigilato. Poi di nuovo la distanza. Il 20 novembre scorso, i piccoli erano stati allontanati dai genitori con decreto del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Per Catherine, il tempo è un fattore di logoramento. Ai suoi conoscenti, come ai suoi difensori, ripete parole che restituiscono tutta la sua condizione emotiva: «Non credo più a nulla, sono scoraggiata, arrabbiata con tutto il mondo, stremata. Sto male e stanno male anche i miei bambini».

Racconta un clima di tensione: «I miei figli sono nervosi». I bambini manifestano il desiderio di tornare a casa. La più grande chiede con insistenza alla madre: «Perché siamo qui? Voglio andare a casa, mamma». Una luogo, che per loro era un universo affettivo fatto di bosco, silenzio e animali: il cavallo bianco, l’asinello, i due cagnolini. «Quando escono nel cortile non trovano i loro animali», continua Catherine. Un’assenza che pesa, secondo al donna, sul loro equilibrio emotivo. La bambina di sei anni chiede continuamente del padre. Fatica, come gli altri fratellini, ad adattarsi a giochi strutturati come i puzzle, che risultano poco coinvolgenti. «Sono abituati a sviluppare la propria creatività», ha detto Catherine, descrivendo un modello di crescita oggi bruscamente interrotto. Il disagio emerge anche attraverso comportamenti che destano preoccupazione. Sempre la più piccola avrebbe dato «dei pizzicotti» alla madre, come se la stesse colpevolizzando per una separazione che non riesce a comprendere. Un episodio che ha preoccupato non poco Catherine. La madre riferisce inoltre che ai bambini «mancano elementi naturali come pietre e foglie, che facevano parte della loro quotidianità».