Il Natale diviso della famiglia del bosco di Palmoli, tra abbracci e qualche lacrima. Come ogni giovedì, anche il 25 Nathan ha percorso la strada che dal Comune di Palmoli conduce a Vasto, nella casa famiglia che ospita i suoi tre figli, due gemelli di sei anni e una bambina di otto. Con loro, anche la madre Catherine. Un tragitto ormai rituale, scandito da orari rigidi e da un’attesa che pesa più dei chilometri.

Nathan è arrivato intorno alle 10 del mattino. In mano stringeva alcuni sacchetti rossi con i regali, doni pensati per i bambini e consegnati pochi giorni prima dall’imprenditore Armando Carusi e da sua figlia Leonora. Piccoli pacchi leggeri nel peso, bambole di stoffa, saponi naturali, confetti, nel tentativo di tenere vivo un legame, di rendere meno distante un affetto che oggi può esprimersi solo entro confini imposti. Il suo volto, dice chi lo ha visto, tradiva una stanchezza profonda, segnata da silenzi e attesa. Dal 20 novembre scorso, con ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, la famiglia è stata divisa. I figli sono stati allontanati dai genitori. Gli incontri avvengono solo negli spazi e nei tempi concessi dalla casa famiglia, sotto lo sguardo costante delle istituzioni. Il tempo della visita è scivolato via troppo in fretta. Alle 12.30, l’orario massimo consentito, è arrivato il momento dei saluti. Nathan si è chinato verso i tre piccoli, cercando di imprimere nella memoria quei volti, quelle voci. «Papà torna», ha detto. Poi ha stretto a sé Catherine, in un abbraccio lungo. Subito dopo è risalito in auto. Nessuna dichiarazione, nessuna esposizione pubblica. Ha pranzato a casa di un amico, lontano da occhi indiscreti. Da tempo ha scelto il silenzio. Non parla più in pubblico e chiede a chiunque abbia contatti con lui di non diffondere fotografie che lo ritraggano. Anche l’immagine più innocua, oggi, può diventare motivo di richiamo.