«Prendendo atto della decisione di intervenire contro un centro sociale e ribadendo il nostro totale dissenso verso qualsiasi manifestazione violenta, non possiamo che evidenziare l’impatto di una decisione di tale portata con la militarizzazione di un intero quartiere, nel periodo natalizio, con le conseguenze di locali svuotati, disdette di prenotazioni per paura e chiusure forzate in un periodo normalmente vocato agli acquisti e consumi e che rappresenta un reale sollievo per settori comunque in difficoltà sin dal periodo del Covid».
La lettera dei commercianti a prefetto, governatore e sindaco
È la lettera-appello firmata poche ore fa dalle associazioni di categoria torinesi, nello specifico dal presidente di Epat Vincenzo Nasi (l’associazione dei pubblici esercizi, parte di Ascom Confcommercio) e dal presidente di Fiepet Fulvio Griffa (la Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici). Il documento è indirizzato al prefetto Donato Cafagna, al governatore del Piemonte Alberto Cirio e al sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
Il disagio del quartiere Vanchiglia
Rappresenta il termometro di una situazione di forte disagio che i commercianti stanno vivendo, proprio nei giorni caldi della cosiddetta «febbre natalizia». Nel quartiere Vanchiglia, dove pochi giorni fa è stato sgomberato il centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47, è presente un imponente presidio delle forze dell’ordine. La tensione è aumentata anche a causa del corteo di protesta organizzato sabato scorso.






