(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Reduce da una serie di ribassi (-4,6% ieri e -6,7% in totale nelle ultime cinque sedute), Stellantis +0,73%
prova a rialzare la testa, in un Ftse Mib che viaggia poco sopra la parità. A dare fiato al titolo sono i dati sulle immatricolazioni in Europa a novembre: se è vero che quelle del gruppo italo-francese hanno registrato un calo del 2,7% nel mese e del 4,5% negli 11 mesi, peggiore rispetto al mercato (in Europa +2,4% nel mese e +1,9% negli 11 mesi), è anche vero che gli analisti vedono alcuni segnali positivi, che possono preludere a un recupero nel 2026: per esempio, gli osservatori fanno notare l'ottima performance di alcuni marchi del gruppo, come Fiat (nuove immatricolazioni +16,1%) e Citroen (+13,7%), e il fatto che, nonostante il rallentamento di novembre, il quarto trimestre va verso una crescita stimata dell'1% circa.
Inoltre, come spiegano gli analisti di Intermonte, i numeri sono influenzati da «una base di paragone più sfidante rispetto a ottobre quando il dato era in crescita del 5%» e i dati sono comunque «coerenti con quanto già riportato dai principali paesi europei a inizio mese». La performance di Stellantis, così come quella degli altri costruttori di auto, è legata a doppio filo con il percorso di elettrificazione e decarbonizzazione europeo, che deve fare i conti con numerosi ostacoli. Anche se, secondo Acea, «i veicoli ibridi-elettrici sono la tipologia di alimentazione più popolare tra gli acquirenti, con gli ibridi plug-in che continuano a guadagnare slancio», il dibattito sulla strada da percorrere ha assunto toni da scontro aperto.







