Quasi invisibili a occhio distratto, i semi di chia raccontano una storia che attraversa secoli e continenti. Sono nati in America Centrale ed erano già parte dell’alimentazione di Aztechi e Maya, oggi questi semi tornano al centro dell’attenzione per il loro profilo nutrizionale e per gli effetti che possono avere sulla salute, se inseriti con equilibrio nella dieta quotidiana. I semi di chia sono una fonte ricca di fibre, macronutrienti e micronutrienti: le fibre, in particolare, favoriscono il buon funzionamento dell’intestino e contribuiscono a proteggerne la salute, oltre a dare un senso di sazietà più duraturo.
Tra i macronutrienti spiccano i grassi omega 3 e omega 6, presenti in un rapporto considerato favorevole, che aiutano a tenere sotto controllo i processi infiammatori dell’organismo, sostengono il corretto sviluppo del sistema nervoso e contribuiscono a ridurre il rischio di disturbi cardiovascolari. Alcune evidenze suggeriscono inoltre che un apporto adeguato di questi grassi possa svolgere un ruolo protettivo nei confronti di diverse patologie, senza però trasformare la chia in un alimento “miracoloso”. Si consigliano in genere 1-2 cucchiai (circa 15-30 grammi) di semi di chia al giorno, iniziando con dosi più piccole per abituare l'intestino. Sul fronte dei micronutrienti, questi semi apportano sostanze che partecipano al metabolismo, aiutano a mantenere ossa e denti in buona salute e svolgono un ruolo importante nello sviluppo del sistema nervoso. A questo si aggiunge la presenza di composti antiossidanti e fitonutrienti che contribuiscono a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Un altro elemento da non trascurare è il loro basso indice glicemico, che li rende adatti anche a chi presta attenzione ai livelli di zucchero nel sangue.






