Da una parte i villini in stile Liberty, le costruzioni residenziali e i viali alberati; dall’altra gli insediamenti abusivi, le piazze di spaccio e la malamovida. Sono queste le due facce di Montesacro, il quartiere che si sviluppa intorno alle rive dell’Aniene, nel quadrante nord-est della Capitale. Per rendersene conto basta attraversare la zona a piedi. Le aree verdi parallele al fiume, come quelle a cui si accede da via Nomentana Nuova, sono «casa» di sbandati. È lì che gli accampamenti proliferano e che i disperati si rifugiano, costruendo giacigli di fortuna e sperando di sfuggire alle operazioni di bonifica delle anse. Nelle strade principali, invece, si annida la microcriminalità che minaccia la sicurezza dei residenti e dei commercianti. Massimiliano, proprietario de «La taverna dei briganti», in via Conca d’Oro, è preoccupato per l’escalation di violenza che ha constatato «nell’ultimo periodo». I furti, spiega, «sono all’ordine del giorno e il fiume attira senzatetto e disperati. La sera, poi, si salvi chi può. Girare può essere pericoloso». Gli fa eco Faris, un dipendente del ristorante di pesce «Dolmen», che racconta di quella volta in cui «un ragazzo straniero ha preso di mira le bottiglie e le ostriche in esposizione ed è stato necessario chiamare le forze dell’ordine».
Roma, Montesacro alla deriva tra spaccio e rapine. I residenti hanno paura: “Zona peggiorata”
Da una parte i villini in stile Liberty, le costruzioni residenziali e i viali alberati; dall’altra gli insediamenti abusivi, le piazze di spacc...






