Un bene pubblico occupato da quasi quarant’anni. Mai sanato, mai sgomberato. Nel quadrante est di Roma, a Centocelle, lo Stato convive con una fortezza sottratta alla sua disponibilità dal 1° maggio 1986. Il Forte Prenestino, ex struttura militare ottocentesca di proprietà comunale, è l’ennesimo caso di occupazione antagonista in Italia: un CSOA, Centro sociale occupato autogestito. Nasce, infatti, all’interno della stessa matrice che ha prodotto altri luoghi simbolo dell’antagonismo italiano: estremismo politico, autodeterminazione, punkabbestia, anarchismo, conflitto permanente. Non eversione armata, ma radicalità strutturata. Oggi è nelle mani di aree anarchiche e marxisti-leninisti che l’Antiterrorismo definisce «molto attive». L’accesso è aperto a chi condivide il codice etico. Le attività sono autofinanziate. L’indipendenza dalle istituzioni è rivendicata come principio fondativo. Come Askatasuna, il CSOA Forte Pernestino occupa illegalmente un bene pubblico. L’altro dato comune è la durata. Un’occupazione nata contro lo Stato, lasciata diventare parte stabile del suo paesaggio. Nato come atto politico, rimasto illegale sul piano formale, ma progressivamente normalizzato nella pratica.