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Ultimo aggiornamento: 6:16

di Raffaele Galardi*

Da oltre vent’anni la sede di CasaPound in via Napoleone III, a Roma, resta al suo posto, è un’occupazione abusiva nota, documentata, mai sanata da nessuno! Nessun governo, di qualsiasi colore, ha mai deciso lo sgombero, non per distrazione, ma per scelta ponderata e consapevole. Il primo motivo è giuridico, ma solo in apparenza, lo stabile è pubblico, l’occupazione illegale dal 2003, la legge consentirebbe l’intervento, ma la politica ha preferito rifugiarsi in un limbo amministrativo fatto di rinvii, competenze incrociate, imbarazzanti silenzi. Anche nelle ultime settimane, a fronte di interrogazioni e richieste in Parlamento sull’urgenza di sgomberare l’immobile abusivamente occupato dall’associazione neofascista, non è seguita alcuna azione concreta da parte dell’esecutivo.

L’eccezione è diventata consuetudine e la consuetudine, in Italia, spesso sostituisce la decisione, c’è poi la non trascurabile questione del precedente, sgomberare CasaPound avrebbe significato affermare un principio semplice ovvero che l’illegalità non è tollerata, nemmeno quando è organizzata, visibile, politicamente connotata, un principio che se fosse stato applicato, avrebbe aperto un fronte vasto su occupazioni e irregolarità diffuse.