Caro direttore, ha notizie dello sgombero di CasaPound, la cui sede è sita in un edificio occupato abusivamente? Glielo chiedo perché ho visto che il governo tira fuori gli attributi, quando si tratta di comunisti, black bloc antigovernativi, proPal e rivoluzionari in guisa rossa. Siccome il governo ha detto di non fare distinzioni, dando ad intendere che chi sbaglia paga, a qualunque area politica appartenga, sono ansioso di veder tradotta in fatti l'inflessibilità e la coerenza di questo esecutivo. Nel frattempo, il 22 e 23 marzo conviene dare un segnale di vitalità a questi azzeccagarbugli, così imparano, no?

Paride Antoniazzi

Conegliano

Caro lettore, questa domanda forse dovrebbe porla alla magistratura, prima che al governo. La strada più semplice e inattaccabile per imporre lo sgombero della sede di CasaPound sarebbe infatti una sentenza che condanni l'organizzazione di estrema destra (e non solo alcuni singoli militanti che è cosa sostanzialmente diversa), di violazione della Legge Scelba e di ricostituzione del disciolto partito fascista. A quel punto lo sgombero e la chiusura della sede sarebbero automatiche e inevitabili. Purtroppo questo non è mai avvenuto finora e anche la recente sentenza che ha condannato 11 militanti del movimento di estrema destra per fatti del 2018 è ambigua e poco chiara da questo punto di vista come ha ammesso lo stesso difensore, l'avvocato Michele Laforgia, di uno degli antifascisti aggrediti e picchiati dai neo fascisti di CasaPound. Si tratta di una materia complessa dal punto di vista giuridico e, con buona pace dei proclami di qualche leader politico, non basta qualche dichiarazione in tv per risolverla.