«Stava sempre da solo e aveva il pallino delle armi, ma non avremmo mai pensato potesse arrivare a tanto». Una delle vicine di casa del quindicenne che lo scorso fine settimana è stato arrestato per terrorismo, nonché per la costruzione di armi artigianali, racconta dell'adolescente, oggi rinchiuso in carcere, come di un ragazzo educato e di buona famiglia. Riflettendo più a fondo, però, ricorda anche alcuni degli argomenti di cui parlava con insistenza e, tra questi, le armi da fuoco.

«Effettivamente, negli ultimi tempi era diventato un ragazzo molto solitario. Faceva delle lunghe passeggiate con il cane, si fermava per brevi saluti e poi tornava a casa. Ma lo vedevo sempre da solo». In passato, invece, si era mostrato più allegro: «Veniva qui a giocare nel nostro giardino e stava con i miei figli per ore. L'ho sempre trovato un ragazzo estremamente intelligente, a tratti geniale. A scuola andava benissimo e tutti lo credevamo e lo crediamo ancora pronto a grandi cose. Le armi? Sì, ne parlava spesso. Anche della guerra e di cose così. Lo vedevo girare con le pistole di plastica ad aria compressa, ma non diversamente da tanti altri ragazzi di quell'età. Non ho mai pensato potesse avere la volontà di costruirsi un fucile in casa».