TREVISO - «Siamo letteralmente sotto choc. Non avremmo mai immaginato una cosa del genere: non avevamo proprio mai notato niente di strano». Il banco del liceo del coneglianese dove sedeva il 15enne arrestato con l'accusa di terrorismo ormai da qualche giorno è vuoto. E i compagni del giovane non sanno darsi una spiegazione. Nel tempo avevano condiviso con lui momenti di studio e di svago. Tra l'altro il 15enne aveva un buon rendimento in varie materie. Mai avrebbero immaginato che fosse impegnato a costruirsi un fucile e degli ordigni. Così come assicurano di non aver mai saputo nulla dei messaggi farneticanti e carichi d'odio condivisi dal giovane su portali online degli ambienti dell'estrema destra suprematista. Ma ora più di qualcuno pensa al fatto che avrebbe potuto esserci un attentato.

Anche molti tra gli insegnanti del liceo trevigiano sono rimasti senza parole davanti alla notizia dell'arresto. «La famiglia era normalissima, impegnata nel lavoro - spiegano dei docenti - al contrario di quello che qualcuno potrebbe pensare, era molto presente nel percorso scolastico del figlio: i genitori seguivano il ragazzo, partecipavano ai colloqui e si interessavano di quello che faceva». Insomma, un quadro normale. Anzi, per alcuni versi anche migliore di quelli di altri giovani con famiglie che a conti fatti non sempre si interessano di come vanno le cose a scuola. Nessuno tra i compagni ricorda di aver mai sentito il 15enne inneggiare a personaggi del mondo dell'estrema destra e ad azioni violente. Ma per gli inquirenti evidentemente le cose non si fermavano qui. Nel liceo adesso si prova a guardare avanti. Ci sono ancora lezioni e compiti da portare a termine prima dell'inizio delle vacanze di Natale. Ma a scuola in queste ore non si parla d'altro. E in queste circostanze continuare come se nulla fosse non è affatto facile.