CONEGLIANO - Il sospetto c'era. Lo studente 15enne aspirante terrorista residente in un Comune del Coneglianese, arrestato il 13 dicembre (e attualmente in libertà) con le accuse di istigazione a delinquere ed apologia di reati di terrorismo, auto-addestramento e addestramento con finalità di terrorismo, non era un caso isolato.

Dopo che la Digos aveva passato al setaccio i social network e gruppi legati all'estrema destra alla ricerca di altri profili sospetti, l'inchiesta condotta dagli investigatori di Milano in sinergia con Treviso sembrava potersi arricchire di nuovi aspetti con altri nominativi indagati. Sempre giovani, sempre mossi dall'odio e potenzialmente molto pericolosi.

E così è stato. La Digos di Milano ha arrestato in questi giorni un 19enne di Pavia con le accuse di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Non solo: sono state in totale 14 le perquisizioni (9 nei confronti di minori) effettuate nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

Nell'ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari di Milano Rossana Mongiardo sono riportati i profili social dell'arrestato, ma anche le chat in cui il 19enne dialoga con utenti anonimi, i quali «condividendo pubblicamente ideali di violenza ed intolleranza, sono parte attiva in un processo di indottrinamento e auto-indottrinamento collettivo ideato dallo stesso arrestato».