TREVISO - Il 15enne arrestato dalla Digos di Milano e di Treviso ha esaltato anche l’operato degli attentatori di Sydney, autori della strage di Bondi Beach, in Australia. L’ha fatto sui social vantandosi del suo fucile auto-costruito e dicendosi d’accordo con le modalità con cui i terroristi hanno agito.
E il rischio che emerge, considerando il fatto recente e il tema ancora caldo del conflitto in Medioriente, è quello dell’emulazione. In realtà, approfondendo il profilo emerso dalle prime indagini (ancora in corso), il minore non è mosso dalle stesse convinzioni religiose degli Akram (i due killer di Bondi Beach) - si conferma anzi appartenente all’estrema destra radicale - ma sui social network si è mostrato d’accordo sulle modalità violente con cui è stata compiuta la strage, giustificandone l’obiettivo “purificatore” antisemita. In pratica, il 15enne ha considerato un gesto ragionevole sparare su una folla indifesa durante una celebrazione ebraica. Ed è per questo motivo che - tra le tante accuse verso il giovanissimo mosse dalla Procura dei minori di Venezia - c’è anche quella per apologia di terrorismo, di cui c’è prova anche dai rilievi telematici emersi dal suo cellulare e dal suo computer.













