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16 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:08

Le autorità australiane stanno rivelando altre notizie inquietanti sui due uomini, padre e figlio, responsabili della strage di Bondi Beach, a Sydney, in Australia, in cui sono rimasti uccisi 16 cittadini di religione ebraica mentre festeggiavano la ricorrenza di Hanukkah. Il 50enne, rimasto ucciso nell’attacco, Sajid Akram, era arrivato la prima volta in Australia nel 1998 con un visto studenti, mentre il figlio 24enne Naveed, ferito e ricoverato in ospedale, è cittadino australiano di nascita. Da quanto sta emergendo, i due erano simpatizzanti se non, addirittura affiliati all’Isis. Nel 2019 l’intelligence australiana aveva tenuto sotto controllo il più giovane per circa 6 mesi. Una circostanza confermata oggi dal premier Anthony Albanese che ha spiegato come “l’indagine venne chiusa perchè non vi erano indicazioni di una minaccia in corso o la minaccia di una sua azione violenta” pur precisando che le due persone con cui aveva questi contatti erano state in seguito arrestate. Secondo Abcnews, invece il ragazzo aveva allacciato veri e propri contatti con una cellula terroristica dello Stato Islamico con base a Sydney.