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Ultimo aggiornamento: 9:12

Quindici anni e un profilo social “immerso” negli ambienti dell’estrema destra suprematista. Da lì, secondo gli investigatori, diffondeva messaggi di odio, incitamenti alla violenza contro stranieri ed ebrei, elogi di attentati terroristici e dei loro autori. Per questo nei giorni scorsi il ragazzino è stato arrestato ed è finito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale per i minorenni di Venezia. Le accuse contestate sono istigazione a delinquere, apologia di reati di terrorismo, auto-addestramento e addestramento con finalità terroristiche, tutte aggravate dall’uso di strumenti telematici.

Perché non c’era solo propaganda nelle sue intenzioni, secondo gli inquirenti: in uno dei post il ragazzo arrivava a scrivere di aver già iniziato a costruire un’arma da fuoco. È stato questo elemento, insieme al resto dei contenuti, a far scattare l’intervento della Polizia di Stato.

L’indagine, condotta dalle Digos di Milano e Treviso, è partita dal monitoraggio costante degli spazi online frequentati da gruppi dell’estrema destra radicale. Individuato il profilo, gli investigatori sono risaliti rapidamente all’identità dell’utente, un minorenne residente in provincia di Treviso, e hanno disposto una perquisizione.