Il governo di Bergoglio è andato avanti per strappi, forzature, decisioni personali improvvise elevate a magistero morale, trasformando la Chiesa in un laboratorio politico-emotivo, dove il gesto valeva più della struttura, il giudizio più del diritto, l’umore più dei fatti.

Simpatia e antipatia hanno spesso preso il posto della competenza, persino di quella medica relativa alla salute del Pontefice stesso. Il risultato è noto: una Curia stanca, un Vaticano finanziariamente opaco, donazioni americane e tedesche in ritirata, un episcopato disorientato.