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L'ex pm: "Partiti e sindacati si organizzano per spostare due milioni di elettori all'estero sul No"
"Il vecchio mestiere non me lo sono scordato". A parlare è l'ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro, ora in prima linea per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere. E la denuncia, espressa con la solita passione dall'ex magistrato ed ex ministro dei due governi Prodi, è potenzialmente detonante. Di Pietro parla di "organizzazioni per controllare il voto degli italiani all'estero", di "gruppi organizzati, appartenenti a specifici partiti politici e sindacati, che con questo sistema stanno già organizzando le buste di voti da far arrivare in Italia".
Voti "all'insaputa" degli elettori, in grado di orientare il risultato del referendum, sostiene l'ex star dell'epoca di Tangentopoli da Napoli, dove ha partecipato all'iniziativa pubblica del Comitato Sì Separa, promosso dalla Fondazione Einaudi. Di Pietro, tra i fondatori di questo comitato, sfida Nicola Gratteri per un confronto sulla riforma, ma soprattutto si scalda sul tema del voto degli italiani all'estero. Una questione che, negli ultimi anni, è stata al centro di esposti e inchieste giudiziarie e giornalistiche.






