L'insulto che il presidente russo Vladimir Putin ha rivolto ai leader europei, chiamandoli "maialini" e accusandoli di voler isolare Mosca, ha destabilizzato tutti, anche il pubblico russo. L'espressione, volgare, utilizzata dal capo del Cremlino è stata al centro dei dibattiti non soltanto in Occidente, ma anche in Russia, dove si è cercato di spiegare ai cittadini perché Putin sia ricorso a una parola del genere. Il conduttore e propagandista russo Evgeni Popov, per esempio, ha spiegato nel suo programma sul Primo canale che non c’era altro modo di rivolgersi ai capi di stato e di governo che da 30 anni tentano di spolpare la Russia.

Popov, poi, ha fatto l’elenco dei Paesi che Mosca ha dovuto fermare, inserendovi Finlandia, Germania, Polonia, Romania, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia e Norvegia. Tutti colpevoli di voler annettere pezzi di Russia. Secondo il conduttore, come si legge sul Foglio, questi Stati starebbero aiutando l’Ucraina solo per interessi personali: i finlandesi vorrebbero riavere la Carelia; "i discendenti di Hitler”, quindi i tedeschi, sognerebbero di riprendersi Kaliningrad; i romeni rivorrebbero la Moldavia con la Transnistria; i polacchi rivendicherebbero parti della Russia e della Bielorussia: gli estoni vorrebbero riprendersi la regione russa di Pskov; la Norvegia avrebbe militarizzato l’isola di Spitsbergen per rubare le risorse naturali della Russia.