Gli affitti brevi valgono un miliardo abbondante al mese. Senza considerare l’impatto sugli altri settori. Sono le cifre rilanciate dalle Federazioni Fimaa, Fiaip e Anama nel corso della conferenza stampa sul valore delle locazioni brevi, organizzata in Senato su iniziativa del senatore Roberto Rosso, responsabile nazionale del Dipartimento Casa di Forza Italia. Un modo per raccontare quanto pesa questo settore, mentre nella legge di Bilancio prende forma una possibile stretta fiscale per limitarlo.

Nei primi 8 mesi del 2025 il settore delle locazioni brevi ha registrato, infatti, un valore delle prenotazioni di oltre 8,2 miliardi di euro, ma se si considerano i riflessi sulla ristorazione, i trasporti, la cultura e lo shopping, l’impatto sul Pil vale altri 32,9 miliardi.

«Al settore delle locazioni brevi, tuttavia, viene spesso addossata la responsabilità dell’emergenza abitativa - affermano le federazioni -. E questo nonostante le locazioni brevi ’occupino’ una parte minima del patrimonio immobiliare: la media nazionale è del 2%, in alcune grandi città con particolare vocazione turistica - come Firenze - si arriva al 6 per cento». Numeri che secondo le associazioni non giustificano la stretta in arrivo.