L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che istituisce la Giornata internazionale dellaDieta Mediterranea, fissandola al 16 novembre.
La risoluzione - proposta dall’Italia insieme con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Libano, Marocco, Portogallo, San Marino, Spagna e Tunisia - è frutto di un negoziato (chiuso il 2 dicembre scorso, a New York) che puntava al riconoscimento della diete territoriali in termini di sicurezza alimentare, presidio della biodiversità e delle tradizioni, come ricordato anche dal rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, Maurizio Massari, nell’illustrare l’iniziativa. «Il messaggio dell’istituzione di una giornata internazionale ad hoc - dice l’ambasciatore - si propaga anche in altre regioni del mondo, mettendo in risalto il contributo dei prodotti locali, il ruolo che le diete tradizionali svolgono nel plasmare non solo i sistemi alimentari, ma il futuro stesso delle società».
Non a caso l’iniziativa rientra nel solco dell’impegno italiano per la trasformazione dei sistemi agroalimentari globali e arriva dopo il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio mondiale dell’Umanità.
La scelta del giorno (16 novembre) non è casuale: coincide con la data in cui l’Unesco, ormai 15 anni fa, ha iscritto la dieta mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.







