Le palestre degli hotel non sono sempre all’altezza delle aspettative, tra macchinari datati e usurati. Per anni il settore dell’ospitalità non vi ha investito troppo perché, a differenza di spa e ristoranti, «la palestra di solito non comporta un ricavo extra», ammette Michael Borges, direttore generale del Siro One Za’abeel a Dubai. Ora però, sempre più hotel di lusso stanno cambiando rotta, incentivati dall’interesse dei clienti. «Che amano mantenere la stessa routine di allenamento di quando sono a casa», spiega Emily Oberg, fondatrice del marchio di abbigliamento Sporty & Rich, che si allena sei volte alla settimana e cita come casi premium il Ritz Club di Parigi (per la piscina) e Il San Pietro a Positano (per i macchinari cardio all’aperto, i campi da tennis e le viste spettacolari): «Se lo spazio è anche bello, la motivazione cresce».

Innanzitutto l’illuminazione «ti deve far apparire e sentire bene mentre ti alleni», spiega l’interior designer Kelly Wearstler. «L’acustica deve amplificare senza distrarre, i materiali devono essere funzionali, ma raffinati». Perché, come racconta Christopher Norton, ceo di Equinox Hotels, «la definizione di lusso è cambiata, e i giovani non vogliono ambienti formali», ma spazi belli con macchinari performanti.