di Enza Plotino
Ecco un’altra perla propagandistica di basso livello, applaudita proprio da chi deve tutelare l’ambiente e avere il controllo dell’ecosistema che preserva: le navi da crociera in arcipelago. Un’ideona per chi l’ha proposta e per chi l’ha appoggiata. In controtendenza con i grandi porti europei che stanno chiudendo i loro ormeggi a questi bestioni del mare, in quanto portatori dell’overturism (ovvero la congestione o il sovraffollamento da un eccesso di turismo povero, con conseguenti conflitti con la gente del posto), in un gioiello ambientale, unico e straordinario come La Maddalena, che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della proposta turistica dell’intera costa smeralda, gli amministratori locali, ma anche personalità di dubbia competenza, vorrebbero dare l’ultimo colpo mortale al sistema ambientale ed ecologico che fa dell’isola un prezioso scrigno di bellezze naturali e di mare smeraldino.
E’ la ricchezza di questa area, ma può essere messa al servizio di una trovata turistica che, laddove è presente, non porta benefici significativi tantomeno se ambientali alla città, ma solo problemi rilevanti. Stiamo parlando naturalmente di aria fritta perché la trovata vale solo una campagna elettorale e strizza l’occhio a quei pochi che sono “favorevoli”. La chicca di questa torta è la dichiarazione del Parco dell’Arcipelago: “… solo se le navi sono piccole e sostenibili”. Difficile da commentare con raziocinio!






