«L’intelligenza artificiale è la tecnologia che definirà la nostra generazione. Non è una nuova onda, come è stata quella delle dot-com. È qualcosa di più radicale. Nel migliore dei casi, potrebbe trasformare il genere umano in una civiltà interplanetaria. Potrebbe contribuire a risolvere problemi che oggi sembrano impossibili o trovare la cura alle malattie più terribili. Nel peggiore dei casi, ha il potenziale per annientarci. Non è un’esagerazione: lo ripetono gli stessi scienziati e fondatori che hanno costruito questa tecnologia. Il potenziale dell’IA è paragonabile, se non superiore, a quello sprigionato dalla scoperta della bomba atomica. Nel tempo l’umanità ha imparato a governare il nucleare: attraverso errori, incidenti, trattati internazionali. Per l’intelligenza artificiale, oggi, quell’architettura di governo non esiste ancora. Siamo in quella fase in cui le regole, le soglie e le responsabilità devono essere definite. Intanto però la tecnologia sta correndo. Il modo in cui lo faremo determinerà non solo che tipo di AI avremo, ma anche che tipo di mondo lasceremo».

Francesco Mosconi è un fisico italiano che si occupa di sicurezza e intelligenza artificiale ad Anthropic, l’azienda che sviluppa Claude, uno dei principali sistemi di IA generativa oggi in uso, considerato il vero rivale di ChatGPT. È a capo di un team che valuta, prima del rilascio, se un modello di intelligenza artificiale possiede capacità tali da introdurre rischi catastrofici nel mondo reale.