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Ultimo aggiornamento: 18:07

Conflitto di interessi è un termine che non compare nel dizionario di Tether, il colosso cripto delle stablecoin che gestisce somme di clienti per 186 miliardi di dollari. Ma secondo il Financial Times è invece una pratica usata da Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, che gestiscono Tether come fondatore maggior azionista e direttore finanziario il primo e amministratore delegato il secondo, i due miliardari italiani che intendono comprare la Juventus dalla Exor di John Elkann. Secondo Ft, Devasini e Ardoino usano l’impresa cripto con sede in Salvador come se fosse tutta e solo roba loro: nei giorni scorsi Devasini, terzo uomo più ricco d’Italia con 22,4 miliardi di dollari, e Ardoino, quinto nella classifica nazionale dei Paperoni con 9,5 miliardi, hanno venduto un ramo dell’azienda tedesca Northern Data, controllata dalla stessa Tether, ad altre aziende di loro diretta proprietà. Il tutto mentre Northern Data è coinvolta in una inchiesta in Svezia per una presunta frode fiscale da 100 milioni di dollari ai danni del Fisco di Stoccolma.

Ft rivela che Tether, proprietaria della quota di maggioranza dell’operatore tedesco di data center di intelligenza artificiale Northern Data, a novembre aveva annunciato di aver venduto per 200 milioni di dollari la sua divisione di “estrazione” del bitcoin, Peak Mining, ad aziende sconosciute. Ma il quotidiano è riuscito a identificare gli acquirenti di Peak Mining: si tratta di Highland Group Mining Inc, di Appalachian Energy Llc e della canadese 2750418 Alberta Ulc. Il passo successivo è stato scoprire chi siano i proprietari di queste tre società. Secondo un documento depositato nelle Isole Vergini Britanniche (vecchia sede di Tether prima del “trasloco” in Salvador) gli amministratori di Highland Group sono gli stessi Ardoino e Devasini, che è anche l’amministratore unico della società con sede in Canada. Non è invece ancora chiaro chi gestisca Appalachian Energy, con sede nel Delaware.