Un dubbio aleggia su Tether, la più importante stablecoin al mondo legata al dollaro. Il dubbio che la società stia assumendo troppi rischi e che la sua moneta digitale, l’Usdt, possa perdere l’ancoraggio al biglietto verde. Il punto è che ad esprimere questo dubbio non è un analista qualsiasi, ma Standard&Poor’s, tra le principali agenzie di rating al mondo. Andiamo con ordine e partiamo da come funziona il sistema Tether. La società emette monete virtuali, gli Usdt, a fronte dei quali incassi dagli investitori dollari reali. Il “patto” è che ogni Usdt emesso manterrà un valore stabile attorno a un dollaro, perché gli incassi sono investiti in attività facilmente liquidabili che fanno da collaterale alla moneta virtuale. I fondatori di Tether, due italiani, Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, guadagnano miliardi di dollari grazie ai dollari (reali) incassati e reinvestiti in titoli di Stato americani. Qualche giorno fa la Banca Centrale Europea, nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria, ha spiegato che Tether è diventato uno dei maggiori acquirenti di T-bond, rischiando, in caso di caduta, di poter creare problemi allo stesso dollaro. Starebbe diventando, insomma, “too big to fail”. Ma questa è un’altra storia. Stanard&Poor’s dice una cosa diversa. Dice che Tether sta assumendo troppi rischi con i suoi investimenti. Oltre ai titoli di stato americani, Tether ha acquistato grandi quantità di Bitcoin, oro e persino, corporate bond. In un anno la percentuale di queste attività rischiose è salita dal 17 al 24 per cento del suo portafoglio. In circolazione ci sono 171 miliardi di Usdt garantiti da riserve per 181 miliardi di dollari. Il problema è che le attività come i Bitcoin (ma anche l’oro), hanno oscillazioni molto forti. I Bitcoin per esempio, sono crollati da 126 mila a 87 mila dollari. Questo andamento da ottovolante rischia di rendere l’Usdt sotto-collateralizzato. Vale a dire perdere la parità di valore con il biglietto verde: 1 Usdt=1 dollaro. Non è un problema da poco per una moneta la cui principale caratteristica dovrebbe essere la stabilità nel rapporto di cambio con il biglietto verde. Ed è questa la ragione per cui Standar&Poor’s ha deciso di “declassare” la capacità di Tether di restare ancorata al dollaro da «limitata» a «debole», il livello più basso nella scala del suo giudizio.