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Ogni anno gli incidenti stradali uccidono circa 1,2 milioni di persone in tutto il mondo, con un costo umano e sociale enorme. I danni del fenomeno non riguardano comunque solo quelli mortali, e nella maggior parte dei paesi le loro conseguenze costano circa il 3 per cento del prodotto interno lordo. Per questo da anni ci si interroga sulle politiche più efficaci per rendere sicure le strade e sul ruolo che potrebbero avere i veicoli che si guidano da soli nel ridurre gli incidenti.

I dati pubblicati da alcune delle principali società che sviluppano sistemi di guida autonoma, come Waymo di Alphabet (la holding che controlla Google), dimostrano infatti come i loro veicoli siano mediamente più sicuri di quelli guidati dalle persone in termini sia di minori incidenti sia di un numero molto più ridotto di decessi. I sistemi più evoluti sono però ancora molto costosi e questo, insieme a un certo pregiudizio verso queste tecnologie, potrebbe rallentare la diffusione delle automobili che si guidano da sole.

Waymo esiste da più di quindici anni e ha avuto alti e bassi nello sviluppo dei sistemi di guida autonoma, soprattutto dovuti ad alcuni cambi di programma e di investimenti da parte di Alphabet. Oggi può contare su una flotta di circa 2.500 veicoli, che vengono utilizzati nelle città statunitensi di San Francisco, Los Angeles, Phoenix, Austin e Atlanta come “robotaxi”, cioè taxi a guida autonoma: li si prenota con una app, si attende il loro arrivo e ci si fa portare a destinazione, senza che ci sia qualcuno al volante.