Distrazione, stanchezza, eccesso di velocità, uso dello smartphone alla guida: tra le nuove generazioni la sicurezza stradale continua a essere un tema critico.

Ma c'è una buona notizia.

Infatti, un certo tipo di educazione stradale - quella fatta di incontri con esperti, vittime di incidenti stradali e loro familiari - può incidere positivamente sia nel breve che nel lungo termine.

Sono proprio i diretti interessati a parlarne apertamente: 2.100 ragazze e ragazzi - di età compresa tra i 16 e i 24 anni - che hanno partecipato all'Osservatorio "Non chiudere gli occhi", realizzato da Skuola.net in collaborazione con Autostrade per l'Italia, nell'ambito dell'omonimo progetto di sensibilizzazione rivolto direttamente a studenti e scuole.

Il 41% di chi ha partecipato a momenti formativi di quel tipo afferma di aver cambiato in modo significativo e duraturo il proprio comportamento, sia nelle vesti di conducente sia come passeggero o pedone. E un ulteriore 43% parla di un impatto positivo, seppur temporaneo. In totale, dunque, 8 giovani su 10 riconoscono un effetto concreto di queste attività.